Rating politico

Standard & Poor’s resta l’osso duro dell’Italia: ieri ha confermato il rating BBB (come previsto), ma anche l’outlook negativo, meno scontato. Secondo l’agenzia il giudizio “riflette un’economia in salute e diversificata”, ma “le prospettive di crescita restano deboli, e la politica di bilancio è il primo fattore di rischio”. A seguire “i progressi incerti degli ultimi tre governi” e “la cattiva trasmissione della politica monetaria”. Quest’ultima è però in mano alla Banca centrale europea e le ultime decisioni di Mario Draghi stanno producendo benefici sul costo del debito e quindi sul bilancio: ieri lo spread è sceso sotto 150 e il rendimento dei Btp decennali ai minimi storici del 2,8 per cento.
18 AGO 20
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Standard & Poor’s resta l’osso duro dell’Italia: ieri ha confermato il rating BBB (come previsto), ma anche l’outlook negativo, meno scontato. Secondo l’agenzia il giudizio “riflette un’economia in salute e diversificata”, ma “le prospettive di crescita restano deboli, e la politica di bilancio è il primo fattore di rischio”. A seguire “i progressi incerti degli ultimi tre governi” e “la cattiva trasmissione della politica monetaria”. Quest’ultima è però in mano alla Banca centrale europea e le ultime decisioni di Mario Draghi stanno producendo benefici sul costo del debito e quindi sul bilancio: ieri lo spread è sceso sotto 150 e il rendimento dei Btp decennali ai minimi storici del 2,8 per cento. “Il governo Renzi – dice tuttavia S&P’s – si muove in maniera incoraggiante, ma è presto per trarne conclusioni”. Conclusioni che non mancano per l’Irlanda, che si è vista migliorare rating (ad A-) e outlook. Ma se [**Video_box_2**]Dublino ha meritato, che dire della Francia, a secco di riforme, con il debito in ascesa e i socialisti al governo clamorosamente battuti alle elezioni europee? Eppure S&P’s le ha appena confermato sia la doppia A sia l’outlook stabile. Mentre, sia pure senza nominarlo, ha inusualmente polemizzato con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “L’Italia è tutt’altro che sulla buona strada”. Non è il caso di fare le vittime. Però un’altra agenzia di rating, Moody’s, ha migliorato l’outlook italiano da negativo a stabile, notando poi che “l’esito delle elezioni europee dissipa le ombre sul futuro dell’Italia e del suo rating”. Stesso apprezzamento da Fitch. Qualcuno dunque si sbaglia. E notoriamente il rating non è una scienza esatta.